Una Famiglia italiana su tre non riesce a far fronte alle esigenze essenziali che si presentano mensilmente. Il dato, frutto di una crisi che si protrae ormai da diversi anni, è ormai tristemente noto. Sul portafoglio pesano in maniera considerevole anche le utenze domestiche. Con il passare del tempo, infatti, il potere d’acquisto degli italiani, specie quello delle famiglie è andato progressivamente diminuendo, mentre le tariffe sono cresciute esponenzialmente, contribuendo ad aggravare la condizione di forte difficoltà economica e sociale di molti Cittadini.

Cosa fare, allora, per dare respiro alle Famiglie? In che modo si potranno alleggerire le bollette, magari sfruttando efficienza e fonti rinnovabili? Questo è stato l’argomento di discussione della tavola rotanda organizzata dalle AA.CC. nell’ambito del progetto “Salva Famiglie”, finanziato dal Ministero dello Sviluppo Economico.

“La riflessione nasce dall’evidenza che la liberazione del mercato dell’energia non ha funzionato e non ha quindi portato all’auspicato aumento della concorrenza tra gli operatori con i relativi vantagg in termini di risparmio per i consumatori finali”

Ciò che continua a mancare é la carenza informativa di cui gli utenti risenteno fortemente e che non consente loro di avere piena consapevolezza degli strumenti attraverso i quali potrebbero avere un risparmio considervole in bolletta. La soluzione al problema passa prima di tutto da una nuova concezione della figura dell’utente: non più solo un numero che aumenta i ricavi dell’azienda ma anche e soprattutto un soggetto che vuole a sua volta ottenere dei vantaggi in funzione delle diferenti esigenze che può manifestare.

Per Tullio Fanelli, vice commisario di Enea, “bisogna innanzitutto attrezzare l’Aquirente Unico a competere realmente con gli operatori del mercato libero, offrendo anch’esso tariffe differenziate”. Un altro aspetto fondamentale è quello della trasparenza informativa. “É l’unico modo per ottenere la fiducia dei cittadini/consumatori”, dichiara Fanelli, “e ciò deve avvenire sia nel mercato libero sia in quello dell’Acquirente Unico”. Sul tema delle rinnovabili, il vantaggio del risparmio in bolletta viene spesso offuscato dai costi necessari per la produzione a domicilio dell’energia. “Su questo aspeto”, dice Simone Maggiore, ricercatore Rse- Gruppo Gse, “é importante incrementare la domanda, selezionando e proponendo le fonti alternative più adatte in funzione delle necessità della famiglia che voglia utilizzare questa forma di approvvigionamento”.

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