Il Tribunale dell’Unione europea ha confermato il regolamento che disciplina l’etichettatura energetica degli aspirapolvere. La società Dyson, che produce aspirapolvere ciclonici senza sacco, aveva chiesto di far annullare il regolamento della Commissione europea perché riteneva che questo favorisse gli aspirapolvere con sacco a discapito degli aspirapolvere senza sacco e degli aspirapolvere ciclonici.

Dal 1° settembre 2014 tutti gli aspirapolvere venduti nell’Unione europea sono soggetti a un’etichettatura indicante il consumo d’energia le cui modalità sono precisate dalla Commissione in un regolamento. L’etichettatura mira, in particolare, a informare i consumatori sul livello di efficienza energetica e sull’efficacia pulente dell’aspirapolvere vuoto. Il regolamento non prevede di sottoporre a verifica gli aspirapolvere con il contenitore della polvere pieno. La Dyson ha chiesto al Tribunale dell’Unione europa l’annullamento del regolamento della Commissione sostenendo che i suoi prodotti ne sarebbero sfavoriti. Ma il Tribunale ha respinto integralmente il ricorso e confermato le regole dettate dalla Commissione nel regolamento impugnato.

La Dyson afferma che il regolamento induce i Consumatori in errore, in quanto l’efficacia pulente è testata unicamente quando il contenitore per la raccolta della polvere è vuoto, e non durante l’uso. Il Tribunale, si legge in una nota, “ammette che il rendimento in termini di aspirazione e l’efficienza energetica di un aspirapolvere con un contenitore della polvere pieno risultino ridotti a causa dell’accumulo di polvere. Tuttavia, esso ricorda che la Commissione non poteva adottare verifiche condotte sulla base di un contenitore della polvere pieno, poiché esse non sono affidabili, accurate e riproducibili”. Il Tribunale argomenta inoltre che “la Dyson non ha provato la riproducibilità delle verifiche condotte con aspirapolvere pieni, non avendo dimostrato che gli stessi risultati potevano essere ottenuti in differenti laboratori per mezzo di un unico campione”.

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