Oltre centomila Cittadini in ginocchio, e senza più risparmi, dopo l’ultima operazione di salvataggio delle banche. Aumentano ogni giorno di più le dimensioni e le implicazioni di una vicenda che ha sì permesso di salvare quattro banche – Banca Marche, Banca Etruria, Carife e Carichieti – ma che sta lasciando sul terreno tantissimi piccoli investitori che vedono azzerarsi il valore dei titoli che possedevano: risparmi convertiti in azioni e obbligazioni che finiscono in fumo. Si tratta di ca. 100mila persone in tutta Italia!!!.

Le AA.CC. stanno preparando una denuncia verso Banca d’Italia e Consob per omissione di controlli e vigilanza e hanno chiesto un incontro urgente al Governo.

Diventano sempre più allarmanti le segnalazioni provenienti dai cittadini letteralmente depauperati dall’operazione di salvataggio di Cassa di Ferrara, Banca Marche, Banca Etruria e Carichieti – dicono le associazioni – Pensionati che hanno perso i risparmi di tre generazioni e ora minacciano il suicidio, Cittadini disperati ed esasperati che annunciano aggressioni verso dirigenti e dipendenti, per arrivare al colmo dei colmi: Cittadini che hanno contratto il mutuo con tali banche e ora non solo hanno visto azzerarsi il proprio conto e i propri risparmi, ma vengono intimati dalla stessa banca a pagare le rate del mutuo pena il pignoramento. Una situazione ai limiti dell’assurdo, che ha messo oltre 100 mila persone in ginocchio, privandoli dei risparmi di una vita. Non stiamo parlando di grandi azionisti e holding milionarie, ad essere stati travolti da questa operazione sono comuni cittadini, piccoli Risparmiatori, che sono stati indotti ad acquistare prodotti a rischio elevatissimo in maniera del tutto inconsapevole, addirittura in alcuni casi convertendo i propri conti correnti in obbligazioni illiquide!!!.

E se le Associazioni dei Consumatori arrivano a parlare di una “emergenza nazionale”, tornano anche a denunciare i rischi di un sistema in cui prevale un’asimmetria di fondo fra banche e investitori. Questa potrebbe essere solo un’anticipazione di quello che succederà, dal 1 gennaio 2016, con l’entrata in vigore del famigerato bail-in, che addossa ai risparmiatori i crack degli istituti bancari!!– Con il Governo bisgona discutere come non sia più prorogabile un serio e determinato intervento per contrastare l’insopportabile mancanza di trasparenza nell’informazione ai clienti del settore bancario-finanziario. È un problema che si denuncia da decenni. È la causa principale dei danni ai piccoli risparmiatori che, non a caso, abbiamo sempre definito “traditi”, da un sistema sempre intento a salvaguardare solo e unicamente i propri interessi. È ora di porre fine a questo comportamento truffaldino, che punta sulla disinformazione o sulla mancata competenza dei piccoli risparmiatori in materia finanziaria, per “rifilare” loro prodotti rischiosi e spesso in perdita”.

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