BPVi_Movimento Difesa del Cittadino FVG:in fase di avvio l'azione giudiziale collettiva vs Banca Intesa in favore dei Risparmiatori depauperati

Il 19 marzo u.s., il Tribunale di Vicenza ha condannato gli imputati Zonin e i suoi stretti collaboratori - esponenti apicali della Banca – per aver concorso collegialmente al dissesto dall’Istituto di credito con la commissione di diversi reati,
  a pagare alle parti civili private (quindi ai Risparmiatori) il 5% del valore delle obbligazioni e delle azioni acquistate, con il limite massimo però di € 20.000,00 per ciascun azionista costituito.

Questa provvisionale riguarda solamente una minima parte del danno, che dovrà essere deciso in sede civile da altro Giudice!.
 
Il Pres. MDC FVG, R.G. Englaro: Per questo, dunque, riteniamo la sentenza senz’altro importante per la condanna inflitta agli imputati sotto il profilo penale, ma al contrario, al momento, per nulla soddisfacente - se non irrisoria - sotto l’aspetto civilistico del risarcimento del danno.
La capienza patrimoniale degli imputati condannati non permette di sperare il recupero del complessivo credito risarcitorio, e a tal riguardo, i ns. Legali stanno predisponendo  le azioni giudiziali collettive che possano, al contrario, permetterci di ottenere il giusto recupero del danno subito!.

E' in fase di ultimazione l’istruttoria per avviare l’azione giudiziale nei confronti di Banca Intesa Sanpaolo ai sensi e per gli effetti di quanto stabilito dalle norme del codice civile e, in particolare, dell’art 2041 c.c., secondo cui, “chi, senza giusta causa, si è arricchito a danno di un'altra persona è tenuto, nei limiti dell'arricchimento, a indennizzare quest'ultima della correlativa diminuzione patrimoniale”.

Presupposti dell’azione, come da costante insegnamento della Suprema Corte di Cassazione, vanno ravvisati: a) nell'arricchimento senza causa di un soggetto; b) nell'ingiustificato depauperamento di un altro; c) nel rapporto di causalità diretta ed immediata tra le due situazioni, determinato da un unico fatto costitutivo.

Nel caso di specie, riteniamo che vi siano tutti i presupposti per promuovere l’azione risarcitoria!.
 
Abbiamo richiesto il parere riguardo tale azione giudiziale ai più esperti giuristi universitari italiani, al fine di aver il loro supporto di scienza.
Gli azionisti risparmiatori della ex Banca Popolare di Vicenza hanno, quindi, il diritto di vedersi indennizzare dello svuotamento del proprio risparmio, che negli anni aveva aiutato ad aumentare enormemente la ricchezza della nostra regione.

Agiremo, inoltre, come già preannunciato con le precedenti comunicazioni, nei confronti dei Revisori e della società KPMG (anch’essa con compito di revisione) per il totale asservimento della stessa alla Banca vicentina, avendo essi quale unico scopo l’incasso dei compensi e non lo svolgimento delle attività di vigilanza e di revisione dei bilanci.
 
Attendiamo che la Procura di Vicenza ultimi le indagini che i ns. Legali hanno puntualmente richiesto in ordine ai rapporti intercorsi tra la Banca vicentina e i Revisori, proprio per giungere alle prove di responsabilità e, quindi, per avviare, al più presto, l’azione risarcitoria.

Ciò che è emerso in modo evidente dal contenuto del fascicolo del processo è il sistema che ha portato ad occultare il patrimonio di vigilanza facendo apparire una consistenza finanziaria al di sopra della realtà, inducendo i Risparmiatori ad accettare le proposte di acquisto delle azioni, spesso e volentieri attraverso finanziamenti della Banca stessa finalizzati sia all’acquisto che al trattenimento delle azioni possedute.

È, altresì, risultato dall’istruttoria dibattimentale, come gli imputati abbiano concesso finanziamenti ad amici, parenti ed imprenditori privi di capacità di restituzione del debito e, ancor peggio, di garanzie nel caso di insolvenza.

Tutto questo, e tanto altro, ha portato la Banca all’insolvenza, alla liquidazione coatta, all’azzeramento del capitale e quindi alla perdita dell'investimento dei risparmiatori.
Il tutto è culminato con la consegna a titolo gratuito di Banca Popolare di Vicenza nelle mani di Banca Intesa.
Quanto appena descritto non lo possiamo e non lo dobbiamo tollerare e a tal fine il ns. Centro Giuridico stà lavorando per trarre dalle ceneri di quanto accaduto la ricostruzione dei diversi passaggi - siano essi illeciti penali, bancari e financo etici - per giungere al giusto risarcimento del danno nei confronti di chi, da questa enorme disgrazia, ha tratto arricchimento ad esclusivo danno dei piccoli Risparmiatori!.

È evidente il riferimento alla precitata Banca Intesa che, garantita dal Governo Gentiloni - con il decreto del Giugno 2017 – ha approfittato di un avviamento bancario del più importante tessuto nazionale ottenendo risultati economici e finanziari che dovrà restituire a chi ha contribuito e rendere la Popolare di Vicenza ciò che era prima dell’attacco deliquienziale dei suoi amministratori.

Venendo alla cronaca territoriale, nell'apprendere della sollecitazione di alcune Associazioni di tutela dei Rispamiatori che, in queste ultime settimane,  sconsigliano cause civili per la liquidazione dei danni subiti in conseguenza della perdita del valore delle azioni e delle obbligazioni dell’istituto berico, in quanto si tradurrebbero in ulteriori costi di giustizia per il Risparmiatore, poi difficilmente recuperabili vista l’incapienza dei condannati, rimarchiamo, nell'occasione, che per gli assistiti della ns. associazione l'ulteriore richiesta risarcitoria verrà indirizzata alla società di revisione KPMG ed al Revisore " soggetti solvibili " [che per anni ha certificato i bilanci ed i prospetti informativi di Banca Popolare di Vicenza, rivelatisi poi falsi e contenenti dati fuorvianti e contraffatti “colpevole pertanto di aver “certificato” una presunta solidità della banca per convincere i Risparmiatori ad acquistare le azioni e le obbligazioni”], previo espletamento della procedura di mediazione obbligatoria di cui daremo conto nel breve.
 
Vieppiù: le Società di Revisione sono contraenti di polizza per la responsabilità professionale “ con coperture per centinaia di milioni di euro” con primarie Compagnie assicurative internazionali, pertanto, ribadiamo che vi sono tutti i presupposti per intraprendere l’azione legale con buone prospettive di successo!!.
 
Il Resp.le del settore Risparmio MDC FVG, A. Atzori:  Per quanto attiene, poi, alcuni contenuti di dichiarazioni “inattendibili e fallaci”, anche a  mezzo stampa,  rilasciate dalla Rappresentante di un'Associazione locale, nel merito del dispositivo della sentenza pronunciata il 19/03 u.s. dal Tribunale di Vicenza, ossia “…quanto confiscato servirà per pagare le sanzioni, le spese del processo e i risarcimenti (bisogna vedere se ci sarà capienza)… coloro che hanno fatto domanda al FIR e riceveranno l’indennizzo, nel caso in cui ricevano altri rimborsi/risarcimenti dovranno renderli al Fondo sino alla concorrenza dell’indennizzo da questo pagato....”, riteniamo ineludibile quanto utile spiegare ai molti Risparmiatori che ci hanno telefonicamente, o de visu, esposto vivo stupore e manifeste preoccupazioni, quanto segue::
1. Le somme di cui il Tribunale di Vicenza ha disposto la confisca vanno allo Stato e non hanno assolutamente la destinazione di pagare le sanzioni, le spese di processo, i risarcimenti. Per cui, la confisca per valore equivalente ad Euro 963.000.000 disposta dal Tribunale di Vicenza è totalmente ininfluente per i Risparmiatori.
2. Non è corretto dire che i Risparmiatori dovranno restituire al Fondo Indennizzo (FIR) quanto riceveranno come ulteriori rimborsi / risarcimenti. La legge FIR al comma 498 parla di surroga che è concetto giuridico differente dall’obbligazione alla restituzione di somme eventualmente percepite e lo fa in relazione al comma 593 secondo periodo che pone i confini alla possibile surroga che il FIR potrebbe esercitare.
In buona sostanza vogliamo rassicurare Tutti i Risparmiatori che le somme che percepiranno nelle cause civili non dovranno renderle al Fondo!
 

 

il Movimento Difesa del Cittadino del F.V.G.,

resta a disposizione di tutti i Risparmiatori per assistenza.

  Uff. 0432 490.180 r.a. - dir. 0432/545.255 - Cell. 335/ 5830.536 - Cell. 347 8624.225

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