DOPO QUASI 3 ANNI, IV° RIFIUTO GIUSTIFICATO DI ACCETTAZIONE CONSEGNA ALLOGGIO ATER IN VIA MIRKO 10 A UDINE DA PARTE DI UNA COPPIA DI INVALIDI SIGG. TIKULIN G. E VENIR M. ( INABILE TOTALE)!!
RIF. EX-POST VISITA AD UNITÀ ABITATIVA DD. 18/03/2020 PER ACCERTATA INIDONEITÀ DA DIMENSIONI INADEGUATE SINGOLE STANZE AD USO ESCLUSIVO PERSONA CON DISABILITÀ GRAVE  LA QUALE RISIEDE IN UN'APPARTAMENTO ATER  INIDONEO PER ESSER COLLOCATO AL PIANO II° SENZA ASCENSORE  NON  CONSENTENDO ALLA SIG.RA MANUELA L'EGRESSO E L'INGRESSO CON CARROZZINA ARRECANDOLE OLTREMODO GRAVE NOCUMENTO ED INCIDENDO SIGNIFICATIVAMENTE SULLA QUALITÀ DELLA VITA DELLA STESSA!!!        
   
La scrivente associazione,  ha preso visione ed atto dai propri Associati-assistiti, sigg.  Tikulin e Venir, di quanto esternato oralmente e verbalizzato per iscritto in data 18 Marzo u.s. ( vedasi allegati pdf),
nel merito della triste ed insostenibile vicenda che li vede protagonisti passivi e soccombenti!

Con specifico richiamo alla comunicazione Pec dell'Ater Udine dd. 06/03/2020 Prot. 000456/2020 ed alla richiesta motivata da parte dei coniugi udinesi, Giuseppe Tikulin e Manuela Venir, di rimborso spese legali sostenute per ottenere,
oltremodo tardivamente, un diritto acquisito, per quanto esaustivamente esplicitato in ordine alle esigenze-necessità “indifferibili ed ineludibili” manifestate -sin dal Sett.'17- dai succitati Invalidi civili,
rilevando l'ennesima defezione  nel modus operandi degli Operatori -incaricati dall'Ente ATER di Udine- a gestire la propria pratica,  ha invitato la Direzione ATER ad assumere i provvedimenti più opportuni nel termine,
ritenuto congruo, di 60 gg. ( ex post decadenza provvedimenti normativi in materia di emergenza Covid-19) ,  per addivenire ad una definizione risolutiva dell'istanza pendente in favore dei propri associati, con riserva, in difetto,
di assumere le iniziative amministrative e giudiziarie finalizzate all'accertamento delle lacunose modalità di esperimento delle procedure attuate sino al 18/03/2020 ed alla tutela coattiva del diritto degli stessi assistiti.

La risposta “caustica ed evasiva” del 20/04/2020 di Ater Udine, a firma del proprio Direttore, Riccardo Toso,  protesa a  rigettare qualsiasi responsabilità o defezione del proprio Ente, è quanto meno singolare,
strumentale ed irricevibile per i nostri Assistiti, considerata la delicatezza della questione pendente, incidendo la stessa sulla qualità della vita dei medesimi invalidi, i quali si sentono traditi e scorati  per aver percepito e acclarato,
de visu, in ca. 3 anni di snervante attesa, un comportamento esplicitamente manifesto degli Operatori Ater, di superficialità, disinteresse e, nell'ultimo periodo, di  insofferenza,  nella gestione della propria pratica!. 

Di un tanto sono stati investiti dal Movimento Difesa del Cittadino anche la Regione FVG,nelle persone  del  Coord.re  Servizio Edilizia - Supervisione Ater, Gianni Petrachi, del Direttore Silvio Pitacco, dell' Assessore Infrastrutture e Territorio,
Graziano Pizzimenti,  il Comune di Udine, nelle persone del Sindaco Pietro Fontanini  e dell'Assessore Assistenza Sociale  Giovanni Barillari, dai quali non è pervenuta alcuna presa di posizione od intervento diretto a sostegno di codesti concittadini!!.
                                                              
Il sig. Giuseppe Tikulin, in nome e per conto della propria consorte, Manuela Venir, ha inteso – nostro tramite -  precisare-rimarcare le motivazioni oggettive che li hanno indotti a rifiutare le precedenti 3 proposte nel corso degli aa. 2018/2019,
e più segnatamente:
“ in qualità di assegnatario/conduttore, sin dal 01.11.'94, di un alloggio ERPS , già proprietà IACP, in Udine alla Via Miglioranza 10, II° P., composto da 3 camere, soggiorno, cucina, servizi e cantina, nel corso della locazione,
a seguito di un'infortunio sul lavoro, nel 2014, ho subìto una sensibile riduzione della capacità di deambulazione, medicalmente accertata, per la quale mi è stata riconosciuta un'invalidità permanente del 30%,
ancorchè mia moglie convivente ha peggiorato la propria condizione fisica con il riconoscimento nel 2017, da parte del CML dell'INPS, dell'invalidità civile al 100%, per le ragioni suesposte,
essendo inidoneo l'alloggio attualmente occupato dal mio nucleo famigliare, per esser collocato al piano II° senza ascensore, a consentire alla consorte Manuela l'egresso e l'ingresso per sopperire
all'ineccepibilmente necessario accompagnamento all'aria aperta con carrozzina, la rappresentata disponibilità alloggiativa dell'ATER Udine, con le proposte di assegnazione di alloggio in Udine alle Via Zilli 53/a, Via Grazzano 74,
nonché in Campoformido alla Via della Vigna 13, hanno difettato reiteratamente in quanto,  le suddette formule abitative sono palesemente e dimostrabilmente carenti dei requisiti indispensabili a corrette ed
agevoli gestione-movimentazione della persona disabile ( vedasi foto allegate del posizionamento dei presidi sanitari cui è sottoposta l'invalida Manuela!) - ( vedasi Note di risposta ad Ater Udine rif. lett. dd. 24/4/'19 – incontro dd. 03/07/'19)”.

 Il Segretario reg.le di MDCFVG, Dino Durì: “ posto che, l'ATER Udine, per ben due anni e mezzo, non ha fornito una adeguata soluzione praticabile, benchè la domanda sia stata effettuata nel settembre 2017,
per ragioni di straordinaria urgenza,  di seguito rigettata dalla stessa Ater per ragioni burocratiche, con rif. al bando di concorso n.1/2018, nonostante il posizionamento degli Istanti con riferimento alla normativa
in materia di assegnazione alloggi di edilizia pubblica a tutela delle Categorie cosidette “Deboli” ( DPR 26/10/2016 n. 208 art. 6 co.5 – art. 8 ai fini della formazione della graduatoria di cui all'art. 9 “anziani ultra sesssantacinquenni (lett.e),
con specifico richiamo all.'art.3 Lg. 104/92 lett. H “Disabili che necessitano di particolari forme di assistenza continuativa”, nell'escludere la liceità della pur adombrata applicazione -da parte dell'Ente stesso-
della sanzione prevista dall'art.14 co.3 del Regolamento interno,  ha ineluttabilmente indotto i Sigg. Tikulin e Venir, prima di affidarsi al Movimento Difesa del Cittadino Fvg, a dover conferire procura ad un Legale
per ottenere il riconoscimento di un proprio diritto acquisito, oltremodo con un abnorme ritardo temporale cumulato “a rischio di decadenza dell'efficacia della graduatoria definitiva ex-art. 10 del Regolamento”,
in relazione alle basilari e non certo  voluttuarie esigenze del proprio nucleo familiare (sic!), arrecando oltremodo grave nocumento ed incidendo significativamente sulla qualità della vita dei medesimi Invalidi;
  in ragione di ciò, quest'ultimi hanno rivolto giustamente all'Ater Udine, tramite l'associazione, formale istanza di rimborso delle maggiori spese “vive” sostenute, pari a €. 729,81 (vedasi notula Avvocato)

Il Movimento Difesa del Cittadino Fvg  non si è potuto esimere dal rimarcare all'ATER Udine che, la mancata risposta a concordare un'incontro collegiale a Sett.'19, è stata contestualmente superata dalla scelta
del proprio associato Sig. Tikulin, sulla scorta delle pregresse negative esperienze già collezionate con l'Ufficio Assegnazione Alloggi,  di voler accertare preliminarmente “de visu” con il Resp.le di quest'ultimo ufficio,
Geom. Muzzolon, le caratteristiche della IV° soluzione paventata di Via Mirko 10 acquisendo, ex-ante, diversamente dalle precedenti soluzioni summenzionate, la planimetria catastale per comprendere dimensioni effettive dei singoli vani,
dell'ascensore, il livello di piano, eventuali barriere architettoniche, ect.;  acclarato, ex-post, che tale unità abitativa poteva essere compatibile con quanto su-esplicitato, non si è ritenuto – di concerto con il ns. Associato -
di dover pianificare un confronto “ non più utile a dipanare l'iter pendente e a ripercorrere il cursus storico consolidato!: de facto, la sorpresa si è materializzata con la visita del sig. Tikulin Giuseppe e del proprio Figlio Marco
all'alloggio di Via Mirko 10 a Udine ( consentita solo il 18/03 c.a., dopo oltre 6 mesi di attesa estenuante), in quanto le dimensioni  delle singole 3 camere sono palesemente inadeguate, per le ragioni summenzionate,
da aver ingenerato nei medesimi una forte reazione di rabbia e sconforto, costringendoli a dover rinunciare alla IV° proposta caldeggiata dall'Ater Udine "i cui Operatori non hanno avuto l'accortezza e la sensibilità di verificare
preliminarmente le caratteristiche dell'unità abitativa selezionata!".