Due intervistati su cinque hanno avuto conoscenza, anche indiretta, di casi di stalking. È un fenomeno diffuso, di cui si è sempre più consapevoli, ma che risulta ancora difficile da denunciare!

“L’Eurispes ha affrontato il fenomeno dello stalking sondando in maniera diretta e indiretta, l’effettiva proporzione di un fenomeno dilagante – afferma l’istituto di ricerca nel recente Rapporto Italia 2015 – Un crimine che ha trovato espressioni ancora più violente con l’utilizzo delle nuove tecnologie in una società iperconnessa, e che sempre più spesso viene perpetrato all’interno dei social network, Facebook in testa”. I dati del sondaggio condotto da Eurispes dicono che il 7,5% degli intervistati è rimasto vittima di stalking (lo scorso anno era il 9,9%): se il risultato viene proiettato sulla popolazione maggiorenne, significa che sono colpite fra i quattro e i cinque milioni di persone. Dice l’Eurispes: “Questi risultati dimostrano che, anche se sta crescendo la consapevolezza delle donne rispetto al tema della violenza sia fisica sia psicologica, denunciare non è facile. Tanto meno lo è per gli uomini – anch’essi coinvolti in qualità di vittime – che sono ancora più culturalmente riluttanti nel denunciare”. Il dato Eurispes proiettato sulla popolazione stride infatti con quello delle denunce raccolte nel corso degli ultimi anni, proprio perché il reato non viene segnalato nella maggior parte dei casi.

Secondo dati del Ministero dell’Interneo, dall’entrata in  vigore della legge 38/2009, al luglio 2014 sono state 51.079 le denunce per stalking e nel 77,6% ad esserne vittima è stata una donna. Nell’ultimo anno, dal 1° agosto 2013 al 31 luglio 2014, il numero delle denunce è stato pari a 10.703, vittime anche in questo caso soprattutto le donne ( 78% ), con un andamento in crescita rispetto all’anno precedente ( 9.116 denunce, di cui il 77,3% effettuate da donne). Gli ammonimenti del questore sono stati 1.125, gli allontanamenti 189, i divieti di avvicinamento 5.890.

La persecuzione colpisce soprattutto i giovani – si arriva quasi a uno su dieci vittima di stalking – e le persone con istruzione superiore, segno forse di una maggiore consapevolezza e dunque propensione a denunciare. La quota di chi è stato colpito da episodi persecutori, dice l’Euripes, è lievemente superiore tra i più giovani dai 18 ai 24 anni (9,8% ) e seguono a breve distanza i 35-44enni con l’8,9% dei casi e i 45-64enni (8,4%). A riferire con maggiore frequenza di essere stati vittima di stalking sono gli abitanti del Nord-Est (uno su dieci) e del Centro (9,2% ).

“Al livello di istruzione raggiunto sembra correlarsi una maggiore diffusione del fenomeno, probabilmente perché chi ha un’istruzione superiore ha una diversa consapevolezza e quindi meno timore ad ammettere fatti che spesso provocano nella vittima angoscia o vergogna – commenta l’Eurispes –

Ma anche perché le fasce d’età meno colpite sono quelle più anziane, ovvero quelle che più facilmente possono rientrare nelle categorie con un’istruzione di livello inferiore, non avendo usufruito dell’istruzione obbligatoria. Tra quanti hanno una laurea e/o un master il dato raggiunge l’8,8% e va progressivamente diminuendo fino al 3,8% di quanti non sono in possesso di un titolo di studio o hanno la licenza elementare”.

Un altro elemento che emerge dall’indagine è lo stato civile delle vittime: con una differenza marcata rispetto agli altri sono le persone separate o divorziate ad ammettere di essere stati “stalkerizzati” ( 19,7% ) e questo è certamente legato ad attriti e a difficoltà nel gestire una crisi coniugale e una separazione.

Lo stalking però ha dimensioni maggiori e solo in parte intuibili dalle risposte a domande indirette. Se infatti viene fatta una domanda “non sensibile” emerge che “la percentuale di quanti hanno affermato di conoscere qualcuno rimasto vittima di stalking arriva fino al 20,1% – dice l’Eurispes –Questo significa che 2 intervistati su 5 hanno avuto conoscenza, anche se indiretta, di casi di stalking. Il dato resta in linea con quanto rilevato nel 2014, quando questa percentuale si attestava al 20,9%, a riconferma della portata effettiva del fenomeno”.

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