Frodi e sequestri: ormai si tratta di due costanti nel settore alimentare. Solo ieri la Guardia di Finanza di Pavia ha sequestrato 16 milioni di litri di vino sfuso e 700mila bottiglie di vino pavese (a fine giugno sequestri simili sono avvenuti a Ozzano dell’Emilia). Due giorni fa la GdF di Bari ha sequestrato 11 tonnellate di cozze e di alici. Tutto questo rappresenta sempre di più una minaccia seria per i consumatori e per le aziende stesse. A lanciare l’allarme è Marcello Fiore, Direttore Generale della Federazione Italiana Pubblici Esercizi che dichiara: “Esercenti vittime al pari dei Consumatori. Serve maggiore prevenzione e attenzione su tutta la filiera agroalimentare. Comunicare dati non basta. Le associazioni devono fare di più”.

Solo nei primi 6 mesi del 2015, secondo i dati pubblicati sul Mipaaf ed elaborati dall’Ufficio Studi Fipe, le frodi agroalimentari hanno riguardato oltre 640 tonnellate di prodotti sequestrati per un valore di 4,4 milioni di euro. Di queste il 73% ha riguardato prodotti lattiero caseari e il 26% prodotti vitivinicoli. Cifre davvero consistenti e, quel che è peggio, in continuo aumento: nell’ultimo quinquennio il trend è cresciuto di quasi il 2% all’anno.

“Le pagine dei giornali sono piene di notizie relative a contraffazioni di vini e prodotti alimentari che ogni giorno arrivano sulle tavole degli italiani e nei bar e ristoranti, dove i clienti si aspettano di trovare la migliore qualità e il massimo della sicurezza. Dai recenti sequestri di cozze prive di certificazioni in Puglia, al vino “truccato” con acqua e zucchero a Bologna, per arrivare alla scoperta di tracce di pericolosi pesticidi su frutta e verdura: le minacce nei confronti del lavoro di esercenti e ristoratori si moltiplicano. Le forze dell’ordine non possono essere lasciate sole a contrastare il problema”. E il problema non può ricadere neppure sulle spalle degli esercenti. “I controlli – continua Marcello Fiore – debbono partire principalmente dalla testa della filiera, da parte dei produttori e dei distributori. Sulle partite alimentari è fondamentale lavorare sulla piena tracciabilità di prodotti e materie prime”.

La Fipe è sempre più impegnata nel supportare la preparazione professionale degli Operatori e “i pubblici esercizi non possono fare investimenti per controlli che spetterebbero ad altri: serve maggiore collaborazione su tutto l’arco della filiera agroalimentare a beneficio della qualità e della sicurezza di ciò che consumiamo fuoricasa”.

Sul piano concreto ecco i provvedimenti su cui la Federazione chiede sforzi maggiori: “Più controlli, tracciabilità delle materie prime, maggiore dialogo tra associazioni di categoria, costanti verifiche sui macchinari e sulle tecnologie produttive, definizione della provenienza e certificazioni nel rispetto delle normative del settore”, conclude il Direttore Generale.

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