Servizi non richiesti di annunci pubblicitari online a pagamento nei confronti delle microimprese: la pratica commerciale della società Expo Guide era già stata sanzionata dall’Antitrust ma è stata ripetuta. Per questo l’Antitrust ha deciso di multare per 300 mila euro la società Expo Guide contestandole l’inottemperanza a una precedente delibera del 5 febbraio 2014 con cui l’Autorità, dopo aver disposto misure cautelari, aveva accertato una serie di pratiche commerciali scorrette.

Queste condotte sono consistite nella pre-iscrizione unilaterale di dati essenziali delle microimprese, per promuovere la sottoscrizione di un servizio non richiesto di annunci pubblicitari online a pagamento. Secondo l’Antitrust, la società con sede legale in Messico ostacolava l’esercizio del diritto di recesso da parte degli utenti e richiedeva il pagamento delle rate di abbonamento con “pratiche aggressive”, direttamente o mediante una società di recupero crediti.

Dice l’Antitrust: “Sulla base di numerose segnalazioni ricevute tra luglio 2014 e febbraio 2015, è emerso che Expo Guide – contrariamente a quanto dichiarato nel corso del procedimento precedente – non ha interrotto l’invio di solleciti di pagamento e di proposte transattive nei confronti delle piccole e medie imprese coinvolte. Dai documenti agli atti, risulta anche che spesso queste comunicazioni erano “caratterizzate da toni ancor più pressanti”. Da qui, la sanzione amministrativa che deve essere pagata entro il termine di 30 giorni dalla notificazione del provvedimento”.

A febbraio dello scorso anno l’Antitrust aveva accertato, si legge nel provvedimento dell’Autorità, “il carattere scorretto della pratica commerciale realizzata dal professionista e articolata intorno a una serie di condotte volte a promuovere un servizio in abbonamento di annunci pubblicitari online, a ostacolare l’esercizio del diritto di recesso pattiziamente concesso, nonché a richiedere con modalità aggressive, direttamente o mediante la società di recupero crediti International Credit Assessment Agency (di seguito “ICAA”), che agiva in nome e per conto del professionista, il pagamento delle rate di tale abbonamento, facendo anche ricorso alla minaccia di agire in giudizio per il recupero coattivo del credito asseritamente vantato”. L’Antitrust ha ora evidenziato che “Expo-Guide ha continuato a inviare alle microimprese italiane ripetuti solleciti di pagamento aventi ad oggetto il pagamento delle rate dell’abbonamento al proprio servizio di annunci pubblicitari. In particolare, a partire dal mese di giugno 2014, si ha evidenza del fatto che tale professionista ha continuato ad inviare una serie di solleciti di pagamento, richiedendo alle microimprese il pagamento di importi via via più elevati”.

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