Cancellando privilegi, rendite inique contro l’ambiente e sussidi alle fonti fossili, si libererebbero 5 miliardi di euro subito disponibili da investire in efficienza energetica e riqualificazione ambientale. Da Legambiente e Radicali italiani arriva una proposta di modifica “ecologica” della Legge di stabilità a favore di Cittadini e ambiente. La proposta di legge interviene specificatamente nell’ambito dei canoni di concessione per le attività di escavazione e prelievo di acqua e materie prime e il conferimento a discarica dei rifiuti, e sulle bollette dove si annidano costosi sussidi diretti e indiretti al consumo di ambiente. Nel nostro paese chi estrae risorse preziose come l’acqua o materie prime per l’edilizia per fini privati paga canoni irrisori (a volte nulla!) a differenza di quel che avviene nel resto d’Europa, così come paga pochissimo chi conferisce rifiuti in discarica. Territorio e beni comuni quindi, sono sfruttati a beneficio di pochi privilegiati che, per politiche vecchie e miopi, pagano oneri bassissimi pur incidendo sul benessere di tutti.

Non è possibile rinviare ulteriormente interventi che sono nell’interesse dei cittadini e dell’ambiente e che saranno al centro del prossimo vertice sul clima di Parigi, la COP21, perché intervenendo nel settore energetico e in campo ambientale è possibile da subito liberare risorse per interventi innovativi necessari alla crescita del Paese.

La proposta è stata presentata oggi da Edoardo Zanchini (Legambiente) e Michele Governatori (Radicali italiani) in una conferenza stampa a Roma, cui hanno partecipato diversi parlamentari di Movimento 5 Stelle, Pd, gruppo Misto, Possibile. Forza Italia, Radicali Italiani, Green Italia, Sinistra Italiana.

L’approvazione delle modifiche permetterebbe di generare complessivamente risorse fiscali per almeno 5 miliardi di euro. In particolare la revisione della tassazione sulle componenti ambientali permetterebbe di far passare i canoni per le concessioni da cava da 34 milioni di euro/anno a 230 milioni, quelli per le concessioni di acqua minerale da 12 milioni di euro/anno a 240 milioni, quelli per il conferimento a discarica da 40 milioni di a 500 milioni. Per l’acqua in bottiglia oggi si pagano canoni in media pari a 0,1 centesimi per litro e con la modifica si passerebbe a 2 centesimi. Per le cave si pagherebbe il 20% del prezzo di vendita finale (oggi siamo al 3,5% e in alcune regioni è gratis).

Nel sistema degli oneri regolati nelle bollette dell’energia, la fine degli sconti ai consumatori energivori darebbe un vantaggio a quelli con minori consumi sia assoluti sia in rapporto al volume d’affari (e quindi alle aziende che investono per diventare più efficienti nei consumi energetici) di almeno 1 miliardo di euro all’anno complessivamente. La rimodulazione delle accise sui prodotti energetici, con la soppressione di esenzioni che per il 2014 sono stimate in 5,7 mld, permetterebbe di ridurre il carico fiscale sui redditi e di cofinanziare investimenti in efficienza energetica in grado di compensare le imprese più innovative tra quelle colpite dalla fine delle esenzioni.

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