L’Osservatorio del Movimento Difesa del Cittadino Fvg “MDC FVG” ha esaminato i dati Istat riferiti al 2024 relativi alla spesa media mensile per consumi delle Famiglie che si è attestata a 2.755 euro, con un lieve incremento dello 0,6% rispetto ai 2.738 euro del 2023.
Un dato che, a prima vista, indica stabilità, ma che nasconde un problema strutturale: negli ultimi cinque anni la spesa è cresciuta del 7,6%, mentre l’inflazione è aumentata del 18,5%. In altre parole, le Famiglie spendono di più ma acquistano meno, segno di un progressivo impoverimento reale del potere d’acquisto ( nel Nord-est, la spesa media è di 3.032 euro al mese ed in F.V.G. è di 3.017 euro al mese di cui il 19,3% in prodotti alimentari)
Il Segretario MDC FVG, Dino Durì, evidenzia le ricadute stimate: il carovita continua a farsi sentire soprattutto nel carrello della spesa. Nel 2024 i prezzi dei prodotti alimentari e delle bevande analcoliche sono aumentati del 2,5%, dopo l’impennata del +10,2% del 2023. Nonostante ciò, la spesa per questi beni resta stabile, segno che le Famiglie hanno ridotto quantità e qualità: oltre il 31% dichiara di aver limitato gli acquisti per contenere i costi!.
L’onda lunga dei rincari continua a farsi sentire anche nel 2025 con aumenti a due cifre per alcuni beni di largo consumo e tra gli alimenti, crescono soprattutto le spese per oli e grassi (+11,7%) e per la frutta (+2,7%), comparti ancora fortemente influenzati dai rincari energetici e climatici; vieppiù, sul fronte della spesa per la voce “pasta e prodotti a base di pasta” i Consumatori spendono in media 153 euro annui a famiglia. Un conto che tuttavia potrebbe salire nel caso di imposizione di dazi americani al 107% sulla pasta italiana, poiché tale tassazione produrrebbe un effetto domino sul comparto che si farebbe sentire anche sui prezzi al dettaglio praticati nel ns. Paese!
Il Pres. MDC FVG, R.G. Englaro, rimarca: i numeri dell’Istat dimostrano l’impatto dell’inflazione sulle spese dei Cittadini; dal 2023 reiteriamo al Governo l’adozione di misure strutturali per contenere i prezzi, con provvedimenti efficaci per far scendere i listini al dettaglio in settori essenziali come gli alimentari, considerando il venire meno di fattori come il caro-energia che negli ultimi anni hanno influito sui prezzi!.
Con un potere d’acquisto reale delle Famiglie che risulta ancora inferiore dell’11% rispetto al 2019 — pari a 3.400 euro in meno a nucleo familiare, di cui 600 euro per alimentari, avanzano nuove disuguaglianze, obbligando ca. 1/3 delle Famiglie a modificare radicalmente le proprie abitudini alimentari non per scelta, ma per necessità: consumo di carne e pesce in calo del 17,2%, crescita della ricerca di offerte e sconti (57% dei Cittadini), aumento degli acquisti nei discount (+18.5%).
In considerazione di un tanto, dopo gli aumenti di energia e spesa alimentare, le Famiglie non possono sopportare un nuovo rincaro su un bene primario come l’acqua, sotto la spinta degli obiettivi ambientali europei, per i quali i Gestori locali e le Autorità possono trasferire integralmente gli oneri sugli Utenti, giacchè coprire metà di tali investimenti comporterebbe un aumento medio delle tariffe idriche del 2,3%. Le Famiglie non sono il bancomat delle politiche ambientali!!
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