L’ufficio studi di Confartigianato ha calcolato che lo Split Payment peserà sulle Imprese per costi pari a 230 milioni di euro l’anno.

Il meccanismo dello “Split Payment” introdotto con la Legge di Stabilità rischia di far collassare le piccole e medie imprese italiane: dal 1° gennaio 2015 quelle che lavorano con la PA vengono pagate al netto dell’Iva. Per evitare problemi per le PMI Konsumer Italia scrive una lettera di intenti al Governo con la seguente proposta: permettere ai fornitori della PA di acquistare “in sospensione di imposta”.

Dal 1° gennaio 2015 le fatture emesse dalle imprese che lavorano con la Pubblica Amministrazione vengono pagate al netto dell’Iva. Gli enti pubblici che acquistano beni o servizi (esclusi i compensi dei servizi assoggettati alla ritenuta d’acconto), al ricevimento della fattura devono effettuare due pagamenti distinti: l’Iva da versare all’Erario, e il resto degli importi (imponibile e gli altri importi dovuti, esclusa l’Iva) da pagare al fornitore. Di conseguenza, alle imprese che lavorano con la PA non sarà più pagata l’Iva: ciò significa togliere dal 10 al 22% di liquidità alle piccole imprese, mentre le si costringe allo stesso tempo ad onorare le scadenze fiscali.

Konsumer raccoglie le lamentele di contribuenti ed imprenditori fornitori di beni e servizi alla Pubblica Amministrazione e si schiera al loro fianco perché questa legge potrebbe innescare un effetto a catena sui prezzi pagati dalla PA e quindi dalla collettività intera.

“Il fornitore della P.A. ha l’obbligo di pagare l’Iva indicata sulle fatture dei propri acquisti che poi dovrà richiedere a rimborso. Tale sistema obbliga il fornitore dell’Ente Pubblico ad anticipare l’Iva che versa ai suoi fornitori senza poterla recuperare o compensare con quella dei clienti, ma riuscirà ad incassarla solo quando il Fisco riterrà opportunoOltre al rischio di controlli continui, esiste la seria possibilità di affossare definitivamente le piccole imprese”.

“Suggeriamo di adottare il meccanismo degli “acquisti in sospensione d’imposta”, come quello in vigore per gli “esportatori abituali” utilizzando il sistema delle lettere o dichiarazioni d’intento. Tale meccanismo potrebbe essere utilizzato tutte le volte che si fornisce l’Ente Pubblico applicando lo Split Payment. Nel caso in cui si trasmetta la lettera d’intenti prima di emettere la fattura, al termine dell’esecuzione dei lavori il fornitore dell’Ente provvederà ad inviare la fattura elettronica, per la quale riceverà la relativa ricevuta. Il meccanismo che si suggerisce evita la richiesta del rimborso ed evita l’anticipo di somme da parte dei fornitori della PA. Tale procedura è simile a quella prevista nell’articolo 8, secondo comma, del DPR n. 633 del 1972 relativa agli “esportatori abituali”»

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