Dai notai continuano ad arrivare critiche al ddl concorrenza che, affermano, “conserva tutte le criticità da tempo evidenziate, anche nella versione definitiva che contiene modifiche rispetto al testo approvato dal consiglio dei ministri lo scorso 20 febbraio”. Dice Maurizio D’Errico, presidente del Consiglio Nazionale del Notariato: “Chi pensa di mettere contro notai e avvocati commette un grave errore. Il DDL Concorrenza approdato in Parlamento non crea un danno o un beneficio ad una delle due categorie, ma penalizza solo i cittadini e le imprese. Se il testo non verrà modificato, sarà necessario rivolgersi a numerosi professionisti o a strutture con caratteristiche finanziarie”.

“Le nuove norme intervengono su un sistema efficiente, riconosciuto come tale dalle principali organizzazioni internazionali, rischiano di aumentare gli squilibri di mercato e di indebolire un sistema di controlli e di certezza giuridica ora garantito dai pubblici registri – afferma il Notariato – Un sistema sconosciuto al mondo anglosassone caratterizzato invece da frodi di identità, ipotecarie e un altissimo contezioso giudiziario, a danno in particolare dei soggetti più vulnerabili, famiglie e consumatori. Le misure potranno, inoltre, far venir meno la certezza del gettito fiscale che i notai garantiscono anche personalmente allo Stato, pari a circa 6 miliardi di euro all’anno.

Tutto ciò senza portare alcun beneficio economico o di concorrenza ai Cittadini”.

Per il Notariato non ci saranno risparmi per le famiglie dai provvedimenti previsti dal disegno di legge. “In campo immobiliare i cittadini si troveranno a pagare, oltre ad apposita polizza assicurativa, come minimo due o più professionisti, uno per parte, per adempiere ai compiti che oggi sono svolti da uno solo, il notaio, che ha come obbligo di legge la tutela di entrambe le parti, venditore e acquirente, oltre all’interesse dell’Erario – affermano i notai – In campo societario la proposta di legge apre le porte alle società anonime di tradizione anglosassone, primo veicolo per corruzione, riciclaggio, evasione fiscale e finanziamento al terrorismo senza aggiungere alcun risparmio per i cittadini che dal 2012 non corrispondono alcun compenso ai notai per la costituzione delle società a responsabilità limitata semplificata”.

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