McDonald’s colpisce ancora. Uno spot di venti secondi sta creando una levata di scudi generalizzata. Altro che pizza, i bambini preferiscono l’Happy Meal. Questo il messaggio dello spot, che raffigura una famiglia in pizzeria: il cameriere chiede alla giovane coppia con bambino cosa voglia ordinare, mamma e papà sono indecisi, ma il bimbo non ha dubbi. “E tu che pizza vuoi?”. “Un Happy Meal!”. La scena cambia e la famiglia si ritrova allegramente riunita in un McDonald’s davanti all’Happy Meal.

I pizzaioli stanno protestando, tanto più che l’Italia ha appena candidato la pizza napoletana a patrimonio culturale immateriale dell’umanità per l’Unesco. Protesta anche la testata specializzata il Fatto Alimentare che chiede una censura urgente al Giurì dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria e all’Antitrust. Scrive il direttore della testata Roberto La Pira: “Il bambino in pizzeria che nello spot di McDonald’s chiede un Happy Meal è scorretto perché discredita la categoria dei pizzaioli, induce in errore sulle corrette abitudini alimentari, abusa dei naturali sentimenti dei genitori verso i figli, e gioca sulla credulità e mancanza di esperienza dei piccoli in materia alimentare. Per questi motivi Il Fatto Alimentare ha inviato ieri una richiesta di censura all’Antitrust e al Giurì dell’Istituto di autodisciplina pubblicitaria chiedendo il blocco immediato dello spot”.

Lo spot è di appena venti secondi, il tempo di far scegliere al bambino cosa ordinare: non una pizza ma un “pasto” alla catena di fast food. Non certo un piatto salutare: “È difficile accettare uno spot dove si pubblicizza un pasto come l’Happy Meal che nella maggioranza dei casi comprende un hamburger, una bibita dolce, una porzione di patatine fritte e un dessert (per un totale di oltre 700 calorie). Si tratta di un menu squilibrato da mangiare solo in occasioni eccezionali. Un pasto Happy Meal può comprendere anche un hamburger, una bottiglietta di acqua minerale, una porzione di carote e uno yogurt biologico (per un totale di 270 kcal), ma questa combinazione viene scelta da una percentuale ridicola di bambini. Tutti gli altri consumano un pasto con troppe calorie, troppi grassi e troppi zuccheri”. Per questi motivi Il Fatto Alimentare ha chiesto alle autorità competenti un intervento urgente per bloccare la pubblicità!.

È significativo che la catena più importante di fast food  inserita nella lista dei principali sponsor di Expo 2015, proponga uno spot così apertamente scorretto pochi giorni prima dell’inizio della manifestazione”, prosegue la testata, che ricorda come non sia la prima volta che la multinazionale mandi in onda spot e trovate pubblicitarie che fanno discutere. Fra l’altro lo stesso Happy Meal ha già creato problemi: nel 2011, in Brasile, la catena è stata condannata a pagare una multa di 1,3 milioni di euro per pubblicità scorretta sempre relativa a Happy Meal. L’accusa rivolta dalla fondazione di difesa del consumatore Procon di San Paolo era di diffondere cattive abitudini alimentari ai bambini enfatizzando la presenza di un giocattolo nella confezione.

A protestare è anche Green Italia. Il messaggio dello spot del resto sembra andare contro ogni buonsenso. “Che sia più salutare e appagante una pizza Dop a km zero, piuttosto che un Happy meal ad alta concentrazione di additivi, aromi e conservanti lo dice la scienza e il  buonsenso. Peccato che questo passo falso di McDonald capiti proprio a ridosso della partenza dell’Expo 2015, di cui la multinazionale del food è tra i più grandi sponsor: viene da chiedersi se Expo promuove le eccellenze italiane o cerca di deriderle pro domo sua, con buona pace della tutela del grande patrimonio alimentare italiano”: così gli esponenti di Green Italia Annalisa Corrado e Francesco Ferrante, che parlano di un’altra “occasione persa” da Expo. “Se il tema è nutrire il pianeta, si fa difficoltà a pensare che possa essere McDonald con le sue enormi quantità di carne rossa, prodotta con allevamenti intensivi ad alto impatto ambientale, a essere un alfiere della manifestazione”.

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