Dopo 4 anni di inchiesta, la Commissione Europea ha comunicato formalmente a Google che il suo comportamento vìola le regole comunitarie sulla concorrenza, che sono alla base del mercato unico, privilegiando, tra i risultati delle ricerche online, i propri servizi legati a Google Shopping. Il Beuc commenta con soddisfazione questa decisione e sottolinea quanto “l’affare Google” sia di enorme portata per la vita quotidiana dei consumatori, per il suo ruolo cruciale di “guardiano” di contenuti, prodotti e servizi.

Il Beuc è uno degli attori ufficiali dell’inchiesta Antitrust.

“Dunque la decisione del Commissario europeo alla concorrenza Margrethe Vestager segna un primo passo in avanti nell’inchiesta e noi auspichiamo che lei mantenga la promessa di proseguire le indagini anche sugli altri servizi di Google” scrive in una nota il Beuc.

“Siamo soddisfatti che la Commissione Europea abbia denunciato le pratiche sleali di Google, che consistono nel favorire deliberatamente i propri servizi di comparazione dei prodotti a sfavore di quelli dei suoi concorrenti – ha commentato Monique Goyens, Direttrice generale del Beuc – E’ necessario mettere fine a queste pratiche inaccettabili, non solo per il presente ma soprattutto per il futuro. La Commissione Europea deve far rispettare rigorosamente il principio di non discriminazione per permettere ai consumatori europei di ottenere dei risultati corretti e oggettivi quando effettuano ricerche online – ha aggiunto Goyens – Google deve applicare a tutti i servizi, compresi i propri, gli stessi algoritmi così come gli stessi principi di classificazione, presentazione, penalizzazione e indicizzazione”.

“I motori di ricerca giocano un ruolo cruciale nel mercato unico digitale – ha precisato il Direttore generale del Beuc – Sono loro che aprono ai Consumatori le porte verso le informazioni sui prodotti e sul confronto dei prezzi. Manipolare i risultati di ricerca ha un grande incidenza sull’economia digitale europea. Con la sua enorme parte di mercato, in realtà, è Google che decide quali aziende vengono messe in evidenza. Questo controllo restringe l’accesso, quindi la concorrenza e di conseguenza le scelte dei consumatori. In qualità di parte formalmente coinvolta nell’inchiesta, il Beuc è soddisfatto di vedere che la Commissione Europea ha a cuore gli interessi dei consumatori. Questo “affare” è cruciale non solo per regolare le pratiche di un’impresa individuale, ma anche per fissare globalmente chiare regole per il mercato unico digitale per tutti i consumatori online”.

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