Domani arriva in Commissione Giustizia alla Camera dei deputati il disegno di legge sugli ecoreati. Per questa nuova tappa Libera e Legambiente, promotrici dell’appello “In nome del popolo inquinato”, rinnovano la richiesta che stanno portando avanti da giorni insieme con tante altre sigle: il Parlamento approvi il ddl sugli ecoreati senza cambiare nulla, per introdurre “una riforma di civiltà” nell’ordinamento italiano. Per le correzioni, dicono le due associazioni, ci sarà sempre tempo.

“In ‘nome del popolo inquinato’ ci rivolgiamo al Governo e al Parlamento: approvate  alla Camera il ddl sugli ecoreati senza cambiare una virgola e scrivete una pagina di buona politica. La tutela dell’ambiente, della salute e della parte sana dell’economia e dell’industria non possono più aspettare. Il paese attende da oltre vent’anni l’approvazione  definitiva di una riforma di civiltà. Farla slittare ancora sarebbe un nuovo insopportabile schiaffo alle vittime dell’ecocriminalità della Terra dei fuochi e dell’inquinamento di Casale Monferrato, Porto Marghera, Gela, Taranto o della Valle del Sacco, che continuerebbero ad essere senza giustizia.

È arrivato il momento di decidere”. Questo l’appello lanciato al Governo dal v.Pres. di Legambiente e dal Coord. Naz. di Libera, le due associazioni che hanno promosso il manifesto “In nome del popolo inquinato: subito i delitti ambientali nel codice penale” sottoscritto da altre 23 associazioni di Cittadini, medici, studenti e di categoria, alla vigilia del voto in Commissione giustizia della Camera dei deputati che nella seduta di domani voterà il ddl ecoreati prima del suo arrivo nell’aula di Montecitorio previsto a partire dalla prossima settimana.

Si tratta, com’è noto, di un provvedimento che, una volta approvato, permetterebbe di sanzionare duramente ecomafiosi ed ecocriminali che fino ad oggi hanno potuto operare nel totale disprezzo della legge – contando sugli inadeguati strumenti di contrasto a disposizione di magistratura e forze dell’ordine e su una impunità pressoché certa, come dimostrano i tanti processi ambientali purtroppo finiti in un nulla di fatto. Non c’è quindi alcuna motivazione valida che possa impedire alla Camera di approvare senza cambiare neanche una virgola, e quindi in maniera definitiva, il ddl sugli ecoreati.

Far tornare  il provvedimento al Senato per un quarto passaggio parlamentare, significa di fatto affossarlo in maniera definitiva”. Le associazioni firmatarie dell’appello sottolineano che miglioramenti alla legge sono possibili in un “provvedimento parallelo” dopo l’approvazione definitiva del disegno di legge alla Camera.

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