Una modifica del regime di importazione dei prodotti biologici, con l’introduzione del regime di conformità, e l’introduzione del certificato di gruppo per facilitare l’accesso alle piccole aziende produttrici: questi i due punti principali dell’accordo sulla proposta di regolamento in materia di agricoltura biologica, raggiunti a Lussemburgo nell’ultimo Consiglio Agrifish. L’Italia ha chiesto di migliorare il testo nella parte in cui si occupa dei residui di sostanze non ammesse. “In Italia nei prossimi anni investiremo nel biologico 1,5 miliardi di euro proprio per potenziare un settore dove siamo leader con oltre 52mila operatori”, ha detto il Ministro delle politiche agricole.

A rendere noti i risultati dell’incontro è il Ministero delle politiche agricole. “Tra le novità più importanti rispetto all’attuale normativa – si legge in una nota – troviamo la modifica del regime di importazione dei prodotti biologici, perseguita dall’Italia con grande determinazione. In futuro, i prodotti biologici potranno essere importati solo in regime di conformità con applicazione delle stesse norme produttive europee o da Paesi con i quali siano stati sottoscritti accordi di reciprocità. I produttori europei saranno così maggiormente garantiti sul mercato internazionale e ai consumatori sarà assicurata più trasparenza. Altra novità assoluta é l’introduzione della certificazione di gruppo, volta a  consentire un accesso più facile per le piccole aziende produttrici nel settore del biologico”.

Le norme sui controlli sono mantenute all’interno del regolamento del biologico per una maggiore semplificazione e chiarezza normativa. L’obbligo di un controllo annuale per le aziende biologiche rimane un requisito fondamentale e gli Stati potranno dilazionare le ispezioni fisiche solo in caso di aziende a basso rischio fino ad un massimo di trenta mesi. La proposta non è stata invece considerata soddisfacente per quanto riguarda l’armonizzazione delle procedure fra diversi Stati in tema di residui di sostanze non ammesse riscontrati su prodotti biologici. “L’Italia – afferma il Mipaaf – ha pertanto lasciato agli atti una dichiarazione, sostenuta dalla Spagna, con la quale chiede alla Presidenza entrante del Consiglio e alla Commissione l’impegno di migliorare ulteriormente il testo nel corso delle trattative con il Parlamento europeo, nell’ottica di rendere più stringenti le procedure di controllo in caso di contaminazioni di sostanze non ammesse nei prodotti biologici e di aumentare la tutela dei consumatori”.

Ciò rappresenta un passo in avanti per il settore. Tra gli aspetti positivi la maggiore tutela ai produttori europei rispetto alla concorrenza internazionale, allo stesso tempo i Consumatori potranno contare su regole trasparenti e coerenti azioni di controllo. La certificazione di gruppo sarà uno strumento operativo per far sì che i piccoli produttori, soprattutto in aree marginali, possano aderire al sistema biologico, con evidenti effetti benefici sul presidio del territorio!!.

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