“In caso di terremoto preventivamente ti allerta Guardian SismAlarm”: questa la promessa della campagna pubblicitaria con cui è stato lanciato SismAlarm, dispositivo tecnologico presentato come capace di “avvertire” le persone dell’arrivo imminente di un terremoto consentendo loro di mettersi al sicuro. Questa promessa non risulta però fondata per l’Autorità Antitrust, che ha sanzionato la campagna pubblicitaria come ingannevole. La multa è di 40 mila euro.

Sotto i riflettori dell’Autorità, su segnalazione fra l’altro del Dipartimento della Protezione civile della Presidenza del Consiglio, è finita la campagna promozionale del SismAlarm, “promosso come idoneo ad allertare preventivamente gli utenti del verificarsi di un terremoto, suggerendo, al contempo, la possibilità, eseguita l’installazione, di potersi mettere in sicurezza prima dell’arrivo dell’onda sismica distruttiva”. Il claim che ha caratterizzato tutta la promozione è stato questo: “In caso di terremoto preventivamente ti allerta Guardian SismAlarm”. L’Antitrust riporta le caratteristiche con cui il prodotto viene presentato online ( “Guardian SismAlarm è un dispositivo innovativo, unico sul mercato, sviluppato con tecnologia digitale di ultima generazione in grado di rilevare le onde sismiche primarie che annunciano e precedono le onde distruttive del terremoto: calibrato su una specifica soglia di allarme, riconosce l’onda primaria generata da un evento sismico”) e sottolinea che “la capacità di allertare il consumatore dell’arrivo del terremoto” è prospettata nello spot televisivo e nella campagna radiofonica e a mezzo stampa.

La pratica commerciale analizzata, spiega l’Antitrust nell’ultimo bollettino, riguarda la “diffusione di messaggi pubblicitari finalizzati a promuovere l’acquisto di un sistema di allarme che risultano idonei ad indurre i consumatori a ritenere che, contrariamente al vero, tale apparecchiatura sia idonea ad avvisare preventivamente i consumatori dell’arrivo di un evento sismico e che il prodotto SismAlarm sia utile a limitare i conseguenti rischi per la salute”. Per l’Antitrust tutti i messaggi pubblicitari, nonché l’enfasi sul fatto che in caso di pericolo le persone avrebbero il tempo di allontanarsi da lampadari e finestre, svegliarsi dal sonno, prendere coscienza della situazione di pericolo, sono tali da creare “l’erroneo convincimento che il SismAlarm sia caratterizzato dalla possibilità di permettere al consumatore di godere di sufficiente tempo prima dell’arrivo del terremoto, permettendo di evitare i conseguenti rischi”.

In realtà, spiega l’Antitrust, la documentazione presentata e acquisita mette in evidenza che il sistema in sostanza è sperimentale e non dà certezze assolute, tanto più con un dispositivo singolo, che risulta soggetto al rischio di falsi allarmi o di allarmi mancati. Spiega l’Autorità: “la documentazione presentata da Guardian e acquisita d’ufficio, contrariamente a quanto argomentato nelle memorie difensive, fa emergere un quadro di assoluta incertezza e di oggettiva difficoltà nel determinare le effettive caratteristiche dei sismometri in questione, soprattutto nel caso di strumenti, come nella fattispecie, non connessi a reti di rilevazione sismica.

È, infatti, emerso nel corso dell’istruttoria che la tecnologia impiegata alla base del prodotto in questione rientra nel più vasto insieme dei c.d. early warning, ossia una metodologia oggetto di sperimentazione che consentirebbe una forma di monitoraggio delle onde sismiche capace di fornire informazioni in tempo reale circa il potenziale distruttivo di un terremoto, pochi secondi dopo la sua generazione. Allo stato, l’attendibilità di tale metodologia è oggetto di sperimentazione limitatamente ai sistemi a rete, costituiti da una serie di rilevatori connessi tra loro, che permettono lo scambio e l’analisi dei dati rilevati in occasione di un sisma. Se dunque l’insieme di tali rilevatori è idoneo –in astratto –a verificare la localizzazione e la magnitudo del terremoto in tempo reale, in ogni caso, non è in grado di ridurre le c.d. zone cieche in cui il sistema di allarme non si attiverebbe prima dell’arrivo delle onde distruttive”. E aggiunge che “nessuno studio è stato invece condotto sui sensori singoli, come quello promosso da SismAlarm”, soggetti a una serie di variabili che possono aumentare il rischo di falsi allarmi o di mancati allarmi.

Di conseguenza, “ferma restando l’indiscussa utilità di tali sistemi di rilevazione nella raccolta di informazioni sulla localizzazione e la magnitudo del sisma, le modalità di promozione impiegate per il dispositivo SismAlarm risultano ingannevoli”, conclude l’Antitrust, che ha deciso di sanzionare Guardian Srl nonostante la campagna pubblicitaria sia stata in parte modificata. Sono state infatti eliminate le affermazioni enfatiche, sostitute da diciture più corrette, ma sul sito e sul manuale informativo ci sono ancora informazioni date con grande enfasi e non confermate dagli accertamenti. La sanzione alla società Guardian S.r.l. è di 40.000 euro.

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