L’Italia deve dire “stop al glifosato”. Numerose associazioni hanno lanciato una campagna chiedendo a Governo e Parlamento di vietare l’uso di questo pesticida, il più utilizzato al mondo, sul quale pesano accuse pesantissime di cancerogenicità. In Italia il prodotto è incluso nel Piano Agricolo Nazionale per l’uso sostenibile dei fitofarmaci. Sono già diverse le sigle che hanno aderito alla campagna lanciata dall’Aiab (Associazione italiana agricoltura biologica) e dalla Firab (Federazione italiana per la Ricerca in Agricoltura biologica e biodinamica).

Aiab e Firab hanno lanciato il manifesto “Stop Glifosato” in cui “chiedono a Governo, Ministeri competenti e Parlamento di applicare il principio di precauzione in nome della tutela della salute pubblica, vietando definitivamente e in maniera permanente la produzione, la commercializzazione e l’uso di tutti i prodotti a base di glifosato. Chiedono inoltre alle Regioni di rimuovere il prodotto da tutti i disciplinari di produzione che lo contengono e di escludere da qualsiasi premio le aziende che ne facciano uso evitando di premiare e promuovere “l’uso sostenibile di prodotto cancerogeno”.

Il glifosato è il pesticida più utilizzato al mondo essendo presente in 750 formulati tra i quali il Glinet® e il Roundup®, ed è il diserbante collegato alle sementi geneticamente modificate (OGM) di mais, soia e cotone. Lo scorso marzo l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) lo ha classificato come “probabile cancerogeno umano”. La stessa Agenzia ha dichiarato inoltre che “esistono prove convincenti in grado di dimostrarne la cancerogenicità negli animali di laboratorio….Il glifosato, inoltre, causa danno al DNA e ai cromosomi nelle cellule umane…”. L’Italia è uno dei maggiori utilizzatori di questo pesticida, che è addirittura incluso nel Piano Agricolo Nazionale (PAN) per l’uso sostenibile dei fitofarmaci. Denuncia il manifesto “Stop Glifosato”: “Questo comporta che tutti i Piani regionali per lo Sviluppo Rurale, finanziando, nella misura 10, l’agricoltura integrata e conservativa, ne premieranno l’uso. In assenza di un intervento si creerà il paradosso che il PAN per l’uso sostenibile dei fitofarmaci, promuoverà l’uso sostenibile di un prodotto cancerogeno”.

Secondo quanto si legge nel manifesto, inoltre, il glifosato “è una delle sostanze più vendute a livello nazionale e la sua presenza nelle acque è ampiamente confermata anche da dati internazionali, ma il suo monitoraggio in Italia è tuttora effettuato solo in Lombardia. Oltre che in agricoltura è ampiamente impiegato da Comuni e Provincie per la pulizia delle strade, dalle ferrovie per quella dei binari ed è presente anche in prodotti da giardinaggio e per l’hobbistica”. Al manifesto “stop glifosato” hanno già aderito Associazione biodinamica italiana, Asso-Consum, Campagna Nazionale in difesa del latte materno dai contaminanti ambientali, Federbio, Forum Italiano dei movimenti per l’acqua ISDE – Associazione Medici per l’Ambiente, Legambiente, MDC – Movimento Difesa del Cittadino, Navdanya International Nutrizionisti per l’ambiente.

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