La Riforma fiscale ha previsto la sostituzione dei Garanti regionali dei Contribuenti con un unico Garante su base nazionale con sede a Roma. Un organo monocratico con le stesse identiche funzioni e compiti previsti per i Garanti regionali dall’art. 13 della Legge n. 212/2000. Il passaggio di consegne doveva avvenire entro e non oltre il 31 dicembre 2024. La mancata approvazione del regolamento ministeriale che doveva procedere alla nomina del nuovo Organo di garanzia e alla contestuale abrogazione dei Garanti regionali non è stato emanato!.
Garante nazionale che, a tutt’oggi, non risulta ancora istituito nonostante il suddetto termine previsto nella citata disposizione normativa sia abbondantemente scaduto!. Tecnicamente la mancata istituzione del Garante nazionale e la contestuale soppressione dei Garanti regionali dipende dalla mancata entrata in vigore dell’apposito regolamento adottato dal Ministro dell’Economia e delle Finanze, previsto dall’art. 2 del citato Decreto da adottare, si legge testualmente: “…entro il termine di sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente Decreto e, comunque, non oltre il 31 dicembre 2024”
Il Segretario MDC FVG, Dino Durì, rimarca che, risulta difficile comprendere quanto durerà questo regime di prorogatio in cui si trovano dal 1° gennaio 2025 le Segreterie dei Garanti regionali dei contribuenti “soppressi”!
La sostituzione dei Garanti regionali con un unico Garante nazionale, con sede in Roma, non può che essere letta come l’ennesima “picconata” del Legislatore verso questa figura di garanzia fra i Contribuenti e l’Amministrazione finanziaria. Allontanare il Garante dai territori di competenza si tradurrà infatti in un ulteriore diminuzione della sua funzione perché per i Contribuenti, ed i Professionisti che li assistono, sarà molto più complesso e dispendioso portare fino a Roma questioni locali che riguardano, ad esempio, disfunzioni o malfunzionamenti di Uffici periferici sparsi nel bel paese. Nell’era del c.d. “Fisco amico” sempre più vicino ai Contribuenti diventa difficile comprendere il giro di vite operato su questa figura di garanzia!!.
Al contrario, per MDC la riforma fiscale poteva rappresentare l’occasione per ampliare i poteri e le funzioni del Garante del Contribuente e non per depotenziarlo ulteriormente!!. Ma così non è stato. Al nuovo Garante nazionale non saranno infatti attribuiti maggiori poteri di intervento di quelli che hanno i suoi predecessori regionali!. Da questo punto di vista la modifica dell’art. 13 della Legge n. 212/2000 non ha infatti inciso in alcun modo!
In relazione alla piena disponibilità manifestata, per le vie formali, alla AdE – Direzione Regionale del FVG, dal Difensore Civico FVG, dott. Arrigo De Pauli – quale figura di garanzia generale a tutela dei diritti dei Cittadini nei confronti della PA – di subentrare al Garante del Contribuente in virtù delle funzioni attribuitegli dall’art. 16 co.1 della Lg. n.127/’97, il Direttore regionale dell’Agenzia Entrate FVG, dott. Vincenzo Gentile, ha risposto che “la richiesta sarà trasmessa alle strutture centrali dell’Agenzia delle Entrate per le valutazioni di competenza”, nel mentre all’intervento di MDC FVG per conto e nell’interesse dei propri associati-assistiti, i quali, per pratiche in materia tributaria, non possono usufruire dell’assistenza del Garante regionale del Contribuente, di voler disporre la sostituzione di tale organo di mediazione con quello del Difensore Civico regionale FVG, tenuto debitamente conto che si rende ineludibile ed indifferibile l’esigenza di coprire il vuoto perdurante di tutela a nocumento dei Concittadini in ordine a disfunzioni, irregolarità, scorrettezze, prassi amministrative anomale o irragionevoli o qualsiasi altro comportamento suscettibile di pregiudicare il rapporto di fiducia tra essi e l’ Amm.ne finanziaria, ha risposto il Dirigente del Settore Servizi AdE FVG, dott. Francesco Zanetti, precisando che “non rientra nelle competenze della scrivente la nomina del Garante del contribuente. Conseguentemente, la stessa Agenzia reg.le non può conferire ad altri soggetti l’incarico di subentrare nello svolgimento delle relative funzioni” ( cfr. link > https://www.difesadelcittadinofvg.cloud/s/fBiiK6T2sHEKq8i )
Il Pres. MDC FVG, R.G. Englaro, evidenzia che MDC FVG si è appellato ai Consiglieri regionali ed ai Parlamentari del FVG, nonché alla Conferenza delle Regioni, affinchè tale questione venga soluzionata, tenuto debitamente conto che, il ruolo del Garante del contribuente – quale organo di mediazione monocratico tra i Cittadini e l’Amministrazione finanziaria istituito dallo Statuto dei diritti del contribuente presso ogni Direzione regionale dell’Agenzia delle Entrate al fine di assicurare il rispetto dei diritti del contribuente nei rapporti con l’Amministrazione finanziaria, dotato di una propria rilevanza tutoria soprattutto in termini di stimolo e moral suasion verso l’AF – rischia di essere compromesso con il futuro accentramento dell’Istituto su base nazionale!.
Dal confronto delle disposizioni derivanti dalla “ istituzione di un Garante monocratico su base nazionale, in vece del Garante regionale del contribuente” -peraltro- si nota subito un pericoloso depotenziamento dei mezzi a disposizione del Garante nazionale per l’espletamento dei suoi compiti istituzionali;
gli sono state tolte infatti le principali prerogative che prima gli erano riservate, quali:
1. chiedere chiarimenti o documenti agli uffici finanziari sulle segnalazioni inviate dai contribuenti; 2. ricevere una risposta nel termine di trenta giorni; 3. attivare i procedimenti di autotutela nei confronti di atti amministrativi di accertamento o di riscossione; 4. segnalare le inottemperanze degli Uffici per l’eventuale avvio del procedimento disciplinare (con il rischio di assistere a condotte passive non sanzionabili). Anche il principio di autonomia e indipendenza parrebbe affievolito poiché’ la scelta del Garante non viene più rimessa alla nomina non di un Magistrato terzo (Presidente della Corte di giustizia tributaria di II grado) ma del Ministero dell’Economia e delle Finanze e quindi da una delle parti interessate (ancorché’ dalla rosa dei candidati siano stati espunti i dirigenti dell’amministrazione finanziaria agli Ufficiali superiori della GdF a riposo) Si ripropongono in qualche misura le perplessità insorte con l’introduzione, anni addietro, della mediazione tributaria obbligatoria o reclamo-mediazione (oggi abolita) dove la valutazione delle contrapposte pretese per addivenire ad una composizione era rimessa a strutture interne ancorché’ separate della stessa Amministrazione finanziaria con fondati dubbi sulla l’obbiettività dei risultati.
L’unico dato positivo è che –accentrando la competenza su base nazionale – si potrà forse creare un sistema più uniforme sulle molteplici problematiche da affrontare in unica sede, mancando fino ad oggi una reale interlocuzione in rete tra i Garanti regionali per scambiare le rispettive opinioni e proporre eventuali soluzioni congiunte. Questo “coordinamento centrale” andrebbe però scapito della celere evasione di istanze provenienti dall’intero territorio nazionale, rimanendo pregiudicata la stessa prontezza di intervento dei Garanti regionali favorita dalla diretta conoscenza delle questioni fiscali locali. Dunque – in definitiva – è auspicabile un ripensamento sul cambiamento di un istituto che per oltre 20 anni ha dato buona prova di sé soddisfacendo bisogni anche marginali dei contribuenti che desiderano trovare concrete risposte da un assetto organizzativo tutto sommato ben collaudato senza oneri economici o burocratici ed inquadrato in un contesto di agevole e proficua comunicazione!.
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