“Il Tpl è uno degli argomenti più importanti per il nostro Paese dal momento che riguarda allo stesso tempo il Cittadino/consumatore ma anche le istituzioni e l’insieme delle infrastrutture. Di fatto interessa tutta la popolazione italiana, sia essa formata da persone fisiche o da persone giuridiche. Per questo motivo abbiamo pensato di farne un focus di discussione specifico e mirato al di là dello spazio ad esso dedicato nell’ambito della convention generale da noi organizzata”. Il Presidente di Consumers’ Forum, ha aperto così i lavori del workshop dedicato al trasporto regionale (e non solo) e al suo impatto sul consumatore che si è svolto questa mattina.

Molti e diversi gli argomenti di discussione: gare e contratti, carte dei servizi, integrazione dei mezzi di trasporto, interconnessione e mobilità sostenibile, informatizzazione delle informazioni, ecc. A discuterne si sono alternati esponenti di spicco che costituiscono i cardini del sistema del trasporto pubblico locale. Dal punto di vista normativo, il nostro Paese si trova in una situazione di vera e propria trasformazione del paradigma fino ad ora utilizzato per la gestione del servizio dei trasporti. Nel momento in cui si parla infatti di integrazione dei trasporti, inevitabilmente ci si ritrova a dover affrontare la regolamentazione dello stesso in modo diverso: si è così passati da una situazione in cui la normativa europea non era presa in considerazione se non per disciplinare casi eccezionali, alla situazione opposta (e per alcuni versi eccessiva) in cui si trascrivono pedissequamente le norme previste dalle direttive europee senza adattarle realmente alle diverse situazioni contingenti, lasciando che all’esecuzione delle norme pensino gli enti locali. Il risultato è un’estrema frammentazione del sistema che rischia di renderlo meno competitivo.

Nei paesi europei dove il Tpl funziona esso costituisce un vero e proprio volano per la qualità della vita dei Cittadini, per il turismo e per lo sviluppo economico”, precisa il Presidente di Asstra (Associazione delle aziende di trasporto pubblico locale), intervenuto al tavolo di discussione. Ne consegue, secondo un Componente del Consiglio dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, che “le parole d’ordine devono essere “efficientare” e “integrare”, legando le tariffe a un miglioramento dinamico della qualità e del servizio. I compiti dell’Autorità non devono essere temuti dalle aziende e dagli enti ma al contrario esse devono vedere in questa istituzione un referente con il quale dialogare per migliorare i servizio offerto”. Ciò dimostra, conclude Picciolini che “molto spesso le cause dei disservizi non stanno solo nel vettore di trasporto, ma sono molto più complesse e articolate ed occorre che anche gli utenti finali, che di fatto sono parte del sistema, si rendano conto di questo”. Ad esempio, puntualizza l’Amministratore delegato di Trenitalia, “attribuire tutta la colpa dei disservizi ai vecchi vagoni che ancora viaggiano vuol dire non vedere altre dinamiche distorte che nuocciono ancor di più al sistema. Penso alla questione relativa alla discontinuità del cash flow che penalizza fortemente gli investimenti nel settore e che impedisce di assicurare un servizio adeguato e di qualità a cliente. Senza contare che servono regole chiare e trasparenti per l’accesso alle gare: su questo aspetto l’opacità e ancora tanta e non permette alle aziende di trarre un reale vantaggio competitivo nella partecipazione alle gare per la fornitura dei servizi”.

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