Il fenomeno della false multe non è nuovo. Dal 21 aprile 2025 a oggi CERT-AGID “il Computer Emergency Response Team dell’Agenzia per l’Italia digitale”, ha censito 1.874 campagne di phishing a tema multe. E molte sfruttano appunto il nome e il logo di PagoPA, nonché caselle PEC compromesse.
È questo un tema cruciale, perché l’uso di una PEC può facilmente far credere a chi la riceva che la comunicazione sia attendibile quando invece è predisposta per sottrarre dati personali e bancari. Il team dell’AGID ricorda dunque che la provenienza di un messaggio da una casella PEC non garantisce la legittimità del contenuto e raccomanda di verificare eventuali richieste di pagamento direttamente attraverso i canali ufficiali degli enti interessati, senza utilizzare i collegamenti presenti nelle comunicazioni sospette.
Nell’ultima settimana CERT-AGID ha osservato diverse campagne di phishing con false richieste di pagamento a PagoPA fatte da PEC compromesse. La richiesta è quella di pagare una multa stradale per violazione del Codice della Strada: 198 euro da pagare in tempi ravvicinati per evitare che aumenti a 268 euro in caso di ritardo. Negli ultimi casi analizzati, il messaggio viene inviato da una PEC compromessa a un indirizzo di posta elettronica ordinaria, inserendo in copia circa 340 indirizzi PEC. I collegamenti presenti nei messaggi conducono a pagine fraudolente ospitate su infrastrutture riconducibili a un provider di hosting russo.
Sull’email, un link che porta al portale istituzionale. Peccato che quel portale sia un falso, una falsa pagina di PagoPA, e tutta la comunicazione sia l’ennesima campagna di phishing a tema multe, diffusa attraverso caselle di posta elettronica certificata (PEC appunto) compromesse con false richieste di pagamento a PagoPA. La comunicazione, spiega CERT-AGID, si presenta come un provvedimento amministrativo relativo a una presunta violazione del Codice della Strada. Per la consultazione del verbale e il pagamento della sanzione, l’email rimanda a un link presentato come collegamento ufficiale e ha un pulsante chiamato “Accesso al portale istituzionale”. Questo però porta a un sito fraudolento, ospitato su un dominio con estensione .ru che riproduce loghi e grafica di PagoPA.
La vittima arriva dunque alla falsa pagina di PagoPA per il pagamento della multa. Il sito invita a inserire i propri dati personali, tra cui nome, cognome, codice fiscale, data di nascita, indirizzo email e numero di telefono, per procedere al pagamento della presunta sanzione. La novità è che il portale di phishing permette ai Truffatori di controllare la navigazione della potenziale vittima “da ulteriori analisi sono emersi elementi di particolare interessante: la presenza di un sistema che consente agli attaccanti di controllare da remoto il percorso di navigazione della vittima”.
Il Team AGID spiega che la pagina (*) “comunica con un pannello di gestione sul server ogni mezzo secondo, verificando la presenza di istruzioni per indirizzare l’Utente verso ulteriori schermate. Tra queste figurano pagine potenzialmente dedicate alla raccolta dei dati delle carte di pagamento e dei codici di verifica bancaria. Questo meccanismo potrebbe consentire ai Criminali di guidare la Vittima attraverso le diverse fasi della frode, adattando le richieste alle informazioni necessarie per completarla”.
Il Pres. MDC FVG, R.G. Englaro: invitiamo i Consumatori a mantenere sempre alta l’attenzione verso PEC inattese che fanno riferimento a fatture, pagamenti o solleciti, anche quando il mittente appare legittimo!. Nel dubbio, le comunicazioni sospette possono essere inoltrate al CERT-AGID per le opportune verifiche. Indirizzo e-mail: info@cert-agid.gov.it – Indirizzo PEC: cert-agid@pec.agid.gov.it
(*) La falsa email, credit Cert-Agid
Ct._PHISHING PagoPA_Allerta Consumatori_MDC FVG
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